Staff

Configurazione Organizzativa
L’aspetto gestionale/organizzativo sposa, sin dalle origini, l’aspetto metodologico e pedagogico.
Gli organi direttivi, pertanto, sono gli stessi che hanno fondato, ispirato e condotto questa realtà.
Le cariche sociali e amministrative non fanno che esaltare competenze proprie dei fondatori che, nel tempo, sono stati supportati da nuovi professionisti capaci di rendere sempre migliori e più ricche le potenzialità già in essere.
La qualità dei servizi offerti è stata e vuol essere, la garanzia per il funzionamento di una realtà che è impresa sociale.

Il Consiglio di amministrazione delega la gestione e le mansioni educative a un team di specialisti e professionisti:
- Gli educatori professionali vengono selezionati attraverso una accurata cernita delle domande di assunzione ed in seguito ad un colloquio, una prova pratica e un elaborato scritto.
Agli educatori è assicurata una formazione continua a cadenza settimanale, la cui docenza è affidata ad una Agenzia di formazione accreditata presso il Ministero dell’Istruzione.
Inoltre gli educatori usufruiscono del sostegno, in ambito operativo, del Coordinatore che ha il compito di supervisionare il lavoro, di organizzare i turni e di essere sempre a disposizione per risolvere i problemi pratici del quotidiano.
L’èquipe pedagogica è composta dai Coordinatori e dagli educatori professionali.
L’èquipe psicologica collabora a stretto contatto con i coordinatori e gli educatori; è composta da quattro psicologi .

A tutto questo comparto si aggiunge uno staff di formatori, preparatori scolastici, animatori e istruttori per consentire, laddove l’inserimento scolastico esterno fosse impossibile o risultasse improponibile, un progetto scolastico individualizzato sensibile alle risorse e alle difficoltà del minore da scolarizzare. Alle categorie indicate vanno ad aggiungersi anche altri operatori ausiliari impegnati costantemente nella cura e nella manutenzione degli spazi vissuti dai nostri ragazzi.

Gli animatori racchiudono un gruppo eterogeneo di figure con varie esperienze formative, uniti dall’intenzione e dalla volontà di mettere in gioco le proprie competenze a favore dei minori disagiati.
Essi non svolgono un lavoro educativo ne si sostituiscono all’educatore nella mansione di vigilanza, ma al contrario affiancano le varie figure educative impreziosendo il loro lavoro attraverso l’espressione di abilità specifiche “psico-socio-educativo”.

I formatori rappresentano un insieme di figure impegnate, in primo luogo, a stimolare e garantire l’acquisizione degli apprendimenti e delle competenze base nell’ambito scolastico.
Tale percorso, a fronte delle diverse realtà personali dei minori, non è di certo così scontato e lineare. Partendo dal presupposto che il progetto scuola rappresenta un tassello fondamentale nella crescita personologica di ogni singolo ragazzo, trovano ampio spazio anche attività centrate sull’apprendimento di requisiti fondanti il codice sonoro-musicale e di attività che coinvolgono gli animali presenti nelle strutture.

Le categorie indicate non vanno erroneamente intese come entità a se stanti: pur mantenendo la propria natura, sono insiemi che continuamente s’intrecciano, si miscelano, si fondono, si attraversano nell’intento di perseguire il primario ed unico interesse dei nostri ospiti.
La supervisione dell’operato di tutto lo staff è assicurata dal coordinamento effettuato dall'équipe psicologica. La stessa, indica la direzione, traccia la strategia e descrive i percorsi da seguire.
L’operatività sul campo, tenendo ben presenti le linee-guida, necessariamente è fatta propria: siamo professionisti dotati di una personalità anche se rischia di essere osteggiata dai ragazzi (soprattutto nella fase iniziale del progetto), ma il più delle volte è riconosciuta come base-sicura dalla quale attingere energia, guida, supporto e sostegno.
In alcuni casi, soprattutto alla presenza di percorsi comunitari giunti alla conclusione con successo, il distacco affettivo per gli ospiti diventa difficile e doloroso.
Alcuni ex ospiti inviano lettere di ringraziamento e di riconoscenza per quanto appreso all’interno del nostro contesto protetto; sono segnali pregni, a loro volta, della spinta vitale che li sta orientando nella vita all’esterno della Comunità.
Questo è il più grande riconoscimento per il nostro agire pedagogico, svolto quotidianamente e un segno inequivocabile per i ragazzi di un progetto concluso positivamente.
La presenza dell’alto numero di figure impegnate nella quotidianità dei ragazzi, infatti, permette un’osservazione cognitivo-comportamentale capillare di quanto avvenuto e garantisce la possibilità di intervenire in modo tempestivo e adeguato sulle dinamiche presenti.

Le modalità di intervento, oltre ad essere caratterizzate da coerenza, costanza e tempestività, per essere efficaci, necessariamente, tengono presenti le caratteristiche personologiche del minore in questione.
Le linee guida vengono predisposte direttamente dall’équipe.
La trasmissione delle stesse può avvenire in diversi modi strettamente interconnessi tra loro:
• attraverso la condivisione con il Coordinatore di struttura il quale, in tal caso, è incaricato di farsi portavoce, di quanto indicato, nel gruppo degli educatori di riferimento;
• attraverso la convocazione diretta dell’educatore/i impegnato/i in prima persona nella dinamica in oggetto (presente sempre il Coordinatore come riferimento immediato nella struttura);
• durante la supervisione svolta in équipe dell’intero gruppo di lavoro della struttura;
• nello spazio della formazione professionale (permanente a cadenza settimanale).
Non mancano le occasioni in cui sono gli educatori stessi a segnalare il bisogno di interfacciarsi con le figure ad essi complementari allo scopo di approfondire tematiche riferitegli dagli ospiti, contenuti spesso difficili da sviscerare, emozioni a volte incerte e confuse, con l’obiettivo ultimo di ricevere e far proprie indicazioni funzionali al rapporto con i ragazzi.

Alla luce della complessità delle situazioni dei nostri ragazzi, ed in virtù dell’obiettivo ultimo del recupero della persona proteso al raggiungimento del più alto livello di benessere psicofisico, il Piccolo Carro gestisce ed organizza in modo molto accurato quanto necessario a tale meta.
Il percorso è spesso tortuoso e impervio, di certo caratterizzato dalla necessità di prevedere modulazioni del progetto pensato inizialmente, evoluzioni che si sposano ed incentivano cambiamenti significativi nel minore.
Il rapporto educatore/ragazzi rappresenta un requisito fondante la metodologia del progetto psico-socio-educativo..
Non richiama esclusivamente termini come controllo, monitoraggio, attenzione, ma anche e soprattutto accudimento, guida, sostegno, cura, recupero, etc...

La “vigilanza” è gestita da tutti i professionisti che cooperano nelle Comunità.
Nello specifico (come previsto dalla legge sui minori) l’assistenza è garantita 24 h. su 24.
Il rapporto adulto/ragazzo è di 1:1.
In alcuni casi, soprattutto nella fase iniziale e/o in periodi di criticità individuali, di 2:1.

In considerazione dell’organizzazione della giornata dei nostri ospiti, le figure sopra menzionate si susseguono nel seguente modo:
• al mattino sono presenti due educatori che affiancano l’educatore smontante dalla notte in occasione delle sveglie e del raggiungimento della sede centrale o periferiche per attività scolastiche, laboratoriali, sportive, psico-pedagogici, etc;
negli ambienti dei laboratori didattici e nei laboratori psico-socio-educativo in generale, proprio perché punto in comune per tutti gli ospiti del Piccolo Carro, sono presenti i Coordinatori, i formatori, gli educatori, gli animatori e gli istruttori; (l’équipe psicologica, presente in sede, coadiuva e guida il lavoro delle figure pocanzi indicate e svolge quanto attinente al proprio ruolo);
il rientro in struttura al termine delle attività previste (ore 17:30 circa), è garantito da tre educatori presenti fino alla messa a letto;
• dalle ore 24:00 è presente l’educatore della notte.

Nella fascia notturna è assicurata la reperibilità del Coordinatore o una figura degli Psicologi Responsabili o dello Psicologo Referente del caso.
Si specifica, infine, che la reperibilità delle figure indicate è h. 24.

Per ogni struttura sono presenti le seguenti figure professionali:
Referente per l’Equipe assistito e coadiuvato dal Coordinatore Generale:
• Mantiene rapporti con i vari Enti e con le Istituzioni che hanno chiesto l’inserimento del minore;
• Garantisce le verifiche con periodicità semestrale dei progetti, predisponendo congiuntamente con gli operatori della struttura e d’intesa con i Servizi invianti territorialmente competenti il programma in corso. Verifica l’andamento attraverso riunioni ufficiali verbalizzate con cadenza massima trimestrale;
• Raccoglie e coordina le informazioni e le osservazioni trasmesse dai Servizi Territoriali e dagli Educatori in merito al minore, ai relativi progetti, alla situazione familiare, all’andamento interno della Comunità;
• Coordina l’attività degli Educatori all’interno della struttura esercitando su di essi un supporto motivazionale;
• Controlla la stesura e l’ordine della documentazione di servizio;
• Promuove progetti di formazione ed aggiornamento del personale;
• Trasmette semestralmente al Tribunale per i Minorenni l’elenco di tutti i minori ospiti.

Coordinatore Generale:
• Supporta, coordina e assiste il Referente per l’Equipe;
• Funge da ponte tra l’operatività della comunità e l’Equipe;
• Assiste e coordina il lavoro di sostegno e cura delle famiglie.

Coordinatore:
Inserito solo parzialmente nella turnazione degli operatori della comunità, si dedica, all’interno dell’orario settimanale, alle seguenti mansioni:
• Partecipa alle riunioni settimanali d’equipe per coordinare l’azione degli educatori;
• Riferisce le osservazioni cognitivo-comportamentali;
• Sostituisce nelle sue funzioni il Referente Tecnico in caso di assenza;
• Decide su tutto ciò che riguarda la quotidianità nella gestione della casa;
• Redige l’orario mensile, il piano delle ferie e dei permessi orari;
• Effettua il consuntivo della gestione del fondo economato.

Educatore Professionale:
• Interagisce con i minori;
• Partecipa alla formazione, all’implementazione di ogni Progetto Psico-Socio-Educativo ed alla sua verifica;
• Osserva e registra i comportamenti individuali e di gruppo;
• Assiste, stimola, supporta la vita di relazione del minore anche nel recupero dei rapporti familiari;
• Monitora l’andamento del progetto educativo;
• Valuta i bisogni e le risorse;
• Programma la vita in comunità e le attività di gruppo con progetti bi-trimestrali;
• Partecipa alle riunioni settimanali d’equipe.

Istruttore e Animatore Sociale degli Atelier Didattici:
• Svolge particolari attività didattiche e ludiche promosse dal Progetto Socio-Psico-Educativo e su precise indicazioni dell’Equipe, sulla base delle osservazioni cognitivo-comportamentali raccolte dagli Educatori e dopo una strategia condivisa con l’Ente di appartenenza;
• Funge da facilitatore di alcuni ambiti psicologici con spazi precisi in aree specifiche: sportive, didattiche, ludiche, creative, relazionali (pet-therapy, onoterapia, equitazione), teatrali, estetiche, etc.

Operatore Ausiliario:
• Organizza, in modo funzionale, la dispensa e tutti i prodotti necessari alla gestione degli ospiti;
• Gestisce le spese di ordinaria manutenzione della casa;
• Gestisce il parco, gli orti, gli ulivi e gli animali;
• Si occupa dell’apicultura.